FOTOGRAFIA ARTISTICA

 

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PABLO PICASSO - FOTOGRAFO

 

 

 

 

 

Pablo Picasso, Autoritratto 1899-1900, carboncino su carta. Barcelona Museo Picasso

 

 

Picasso amava frequentare i mercati rionali e collezionare di tutto. Nell'immenso archivio picassiano, donato poi dagli eredi allo Stato francese, si trovano ceramiche, vetri, stampe, oleografie, cartoline, e moltissime fotografie. Nella raccolta fotografica, consistente di alcune migliaia di immagini di ogni tipo, molte di esse hanno un solido legame con il processo creativo dell'artista e documentano inequivocabilmente il ricorso alla fotografia sin dai primi anni del secolo, come fonte per la pittura.

 

 

"Nell'esaminarle mi sono poco a poco convinta che esistesse un solido legame tra molte di loro e il processo creativo dell'artista. Questo corpus documenta sia l'insistente ricorso dell'artista alla fotografia sin dai primi anni del secolo, sia le missioni che egli poté assegnarle: documento che registra il lavoro in corso, fissaggio di effimeri esperimenti, strumento visivo direttamente coinvolto nell'invenzione plastica..."

 

(Anne Baldassari, 1998)

 

 

Un centinaio di negativi, risalenti a prima degli anni Venti, sono scatti realizzati da Picasso stesso. D'altronde, quando Pablo inizia a maneggiare i pennelli, la fotografia è largamente utilizzata in tutti campi, ed i pittori ne fanno largo uso già da alcuni decenni, quantomeno per studio. La Spagna annoverava fotografi famosi quali Antoni Amatller Costa (Barcellona, 1851 – 1910), rampollo di una famiglia di cioccolatai, maestro cioccolatiere e collezionista d'arte, membro della Associazione Belga di Fotografia di Bruxelles, il quale ottenne numerosi riconoscimenti per i suoi reportage fotografici realizzati in Europa, Nordafrica e Medio Oriente; Juan Laurent (Garchizy 1816 - Madrid 1892?), di origine francese, che ebbe il suo primo studio fotografico a Madrid, aveva già pubblicato una ventina di cataloghi delle sue fotografie documentando i maggiori avvenimenti della seconda metà del XIX secolo; Mariano Fortuny y Madrazo (Granada 1871 - Venezia 1949?), pittore, scenografo e fotografo, aveva realizzato ritratti fotografici e paesaggi di carattere naturalistico, aveva inoltre rivoluzionato le scenografie teatrali della Fenice di Venezia e di molti altri teatri, anche modernizzando i sistemi di illuminazione da palcoscenico.

E in Francia, patria della Fotografia?

Dopo Louis Daguerre (1787 - 1851), Antoine Claudet, Andrè Giroux, Henri-Victor Regnault, Charles Aubry, Philibert Perraud, Gaspard-Fèlix Tournachon, Etienne Carjat, Louis de Clercq, Pierre Dubreuil, erano stati solamente alcuni degli esponenti di questo campo.

Picasso, durante il suo percorso artistico, non solamente utilizzerà la fotografia come fonte per la pittura, come strumento di archiviazione e documentazione, ma sarà intimamente coinvolto dal medium: nel 1935 gli viene presentata la fotografa surrealista  Henriette Theodora Markovič, in arte Dora Marr. I due diventano amanti e si frequenteranno per un decennio. Una unione destinata a cambiare entrambi, sia intellettualmente che artisticamente. Dora Maar, di origini franco-croate, all'epoca in cui si incontra con Picasso è già nota per le sue istantanee che riprendono la mondanità francese e il mondo della moda; sarà lei a documentare la realizzazione di Guernica e di molte altre opere del maestro. Molto più tardi, Picasso conoscerà il giovane Andrè Villers (Beaucourt 1930 -), al quale regalerà una Rolleiflex nuova di fabbrica.

Dal 1953 Villers diviene il fotografo ufficiale del maestro spagnolo, realizzando nel 1959 "L'Album photographique Portraits de Picasso" con testo di Jacques Prévert.
 

Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Picasso,  nasce a Málaga il 25 ottobre 1881.  Figlio primogenito di María Picasso López,  con alcune discendenze italiane, e di José Ruiz Blasco, pittore naturalista e professore nella locale Scuola delle Arti e dei Mestieri.

Fu il padre, pittore modesto, ad impartire a Pablo già prima del 1890, le basi formali del disegno e della pittura, per il quale il giovane manifestò sin da piccolo grande passione e talento. Il padre gli affiderà sovente la realizzazione dei particolari di suoi dipinti. Nel 1891 la famiglia si trasferisce a La Coruna, dove al padre è stata offerta la cattedra nel locale Istituto d'Arte; Pablo ne frequenta i corsi di disegno. Nel 1895 la famiglia Picasso si trasferisce a Barcellona, che era allora il centro modernista più attivo della Spagna; il giovane Picasso dipinge instancabilmente e per hobbies realizza riviste prodotte in un unico esemplare. Si iscrive all'Accademia di Belle Arti, ma due anni più tardi, nel 1897, dopo aver vinto un concorso, si trasferisce a Madrid  e segue i corsi all'Accademia Reale San Fernando; ma già al primo anno di studi, ammalatosi di scarlattina, ritorna dalla famiglia a Barcellona. I suoi progressi pittorici possono essere osservati nella collezione del Museo Picasso di Barcellona, dove il tratto infantile dei quadri eseguiti tra il 1893 e il 1894, cede il posto ad un realismo accademico, in evidenza nei due dipinti eseguiti durante il 1896: la  sorella Lola nella Prima comunione, e Ritratto di zia Pepa, i quali suggeriscono anche molte analogie con la pittura paterna. Firma le sue opere P. Ruiz, aggiunge il nome della madre "Picasso", per distinguersi dal padre.

 

 

Pablo Picasso, Prima Comunione, 1895-96, olio su tela, Barcelona Museo Picasso

 

Ritornato a Barcellona in un periodo d'intenso fermento politico ed intellettuale, collabora alle riviste Joventut e Arte Joven; subisce l'influenza sia dell'"Art Nouveau", che della pittura espressionista del catalano Isidro Novell.  Nel 1897 il suo realismo viene influenzato dal Simbolismo, che si esprime in una serie di paesaggi dipinti con innaturali toni di violetto e verde.  L'ammirazione per l'opera di Edvard Munch, Vuillard, Toulouse-Lautrec, Steinlen,  unita allo studio di maestri antichi quali El Greco, porta Pablo ad elaborare una visione personale del Modernismo.

Nel 1900 si reca per la prima volta a Parigi in compagnia di Carlos Casagemas e Manuel Pallarès, con lo scopo di studiare dal vero le opere esposte nelle gallerie e scoprire le nuove tendenze dell’arte contemporanea.

 

Self Portrait: Yo Picasso, 1901, olio su tela. Collezione privata

 

Nell'allora capitale mondiale delle arti, hanno le loro Gallerie Berte Weill, Ambrosie Vollard, Clovis Sagot, ed altri illustri mercanti d'arte quali Boussot & Valadon, eredi della "Adolphe Goupil", alla quale anche molti pittori italiani quali Palizzi, De Nittis e Boldini, si erano già affidati per la commercializzazione delle loro opere.  Pablo, nella splendida Parigi del Novecento, può ammirare innumerevoli capolavori di Degas, Puvis de Chavannes, Vuillard, Toulouse-Lautrec, Steinlen e Boldini. 

Dopo i contatti parigini, la sua opera diviene però prevalentemente debitrice ai modi di Toulouse-Lautrec, accentuati da forti venature simboliste (La donna con la cornacchia, La stiratrice, La coppia). Ritorna a Parigi nel 1901, a seguito di una tragica circostanza: nel mese di febbraio, per una delusione d'amore con la modella Germaine, Carlos Casagemas si era suicidato in un caffè parigino. Picasso, appena dicianovenne, rimane estremamente colpito per la scomparsa del giovane amico, tanto da dedicargli nel tempo alcuni dipinti: La morte di Casagemas, dove l'amico appare composto nella bara; La sepoltura di Casagemas, una  cerimonia funebre profana, che trae spunto dal dipinto La sepoltura del conte di Orgaz, realizzato nel  1586 da El Greco, e successivamente La Vie (1903), dove l'uomo ha il volto del suo amico defunto.

Nell'ultimo dipinto, il cromatismo rabbioso che aveva caratterizzato le prime due opere si è spento, lasciando il posto ad un linguaggio prevalentemente monocromo.

"Ho iniziato a dipingere in blu, quando ho capito che era morto Casademas",  Picasso scrisse più tardi.
Il periodo che ne segue è caratterizzato dalla tristezza; inquieto e solitario, Pablo si sposta costantemente tra Parigi e Barcellona, i suoi soggetti raffigurano l'isolamento, l'infelicità, la disperazione, la miseria umana e la povertà. Durante questi anni, iniziano per il giovane Pablo i primi successi; questo linguaggio prevalentemente monocromo,  i cui colori dominanti sono il blu e il turchese, occasionalmente ravvivati da altri colori, sono figure di emarginati, di sfruttati: prostitute, mendicanti, gruppi di saltimbanchi, immersi in una luce irreale, sono i soggetti melanconici e senza speranza di questo periodo (Donna con lo scialletto blu, 1902; Celestina, 1903; Donna che stira, 1904; Il pasto frugale (1904); Il pasto del cieco (1903)). Altri soggetti frequenti sono gli artisti, gli acrobati e gli arlecchini che diventano quasi un simbolo personale dell'artista.

Nella primavera del 1904, Picasso, infine si stabilisce a Parigi, al numero 13 di Rue Ravignan, chiamato "Bateau-Lavoir", prendendo come nome d'arte il cognome della madre. Influenzato profondamente dai divisionisti francesi,  disegna a linea sottile, quasi senz'ombra.
A Montmartre e Montparnasse, frequenta e stringe amicizia con Guillaume Apollinaire, Max Jacob, André Salmon, André Breton, Gertrude Stein. Il suo studio diventa il centro d'incontro di artisti, intellettuali, mercanti d'arte; ama definirsi lui stesso un poeta.

Il primo documento che conferma dei rapporti di Picasso con la fotografia, è una lettera ai genitori scritta nel mese d'agosto 1904, in cui il pittore riferisce che qualcuno gli avrebbe prestato una macchina fotografica e che avrebbe loro spedito un suo ritratto. La foto, stampata al bromuro d'argento 16 x 11,5 cm., ora conservata al Museo Picasso di Parigi, venne eseguita dal pittore Ricardo Canals. Picasso scattò all'amico una foto-ritratto in cui l'artista è in posa comodamente adagiato su una poltrona di bambù con un gatto in braccio, alle spalle dell'artista, sopra il caminetto, uno specchio riflette l'immagine di Picasso accanto ad un grande dipinto su un cavalletto. La macchina fotografica si intravvede appena, ben occultata dagli oggetti che si trovano sulla parte inferiore dello specchio, sul piano del caminetto. Questa foto è quindi la prima prova di una fotografia scattata da Picasso stesso, anche se alcune stampe dell'inizio del secolo, comprovano che l'attività fotografica dell'artista risale a prima ancora, forse iniziato alla tecnica dall'amico Joan Vidal Ventosa, a Barcellona.

Dal 1905, la vena drammatica del giovane pittore si attenua, nelle dolci, seppur malinconiche figure del periodo "rosa"; anche questo, caratterizzato da un colore prevalente, in cui l'artista manifesta una particolare attenzione per il mondo del circo: saltimbanchi, acrobati, ed ancora arlecchini, sono i soggetti preferiti (Famiglia d'acrobati, 1905;  Donna col ventaglio, 1905; Acrobata e giovane equilibrista 1905; Due acrobati con cane, 1905; Famiglia di acrobati con scimmia, 1905; Ragazza di Maiorca, 1905; Ragazzo con pipa, 1905; Due fratelli, 1906). Egli accenna anche a composizioni meno rappresentative; la deformazione si accentua e si avvertono i primi influssi esotici. Realizza anche dei dipinti di esplicite scene sessuali. All'epoca, Picasso frequenta un gruppo di scrittori e poeti:  Guillaume Apollinaire, André Salmon, Max Jacob, Gertrude Stein, i quali con i loro scritti ne interpretano l'opera, ne traggono le motivazioni teoriche. Inoltre, al "Salon d'Automne" del 1905 si tiene la prima mostra dei "Fauves".

Nel trascorrere di due anni anche il periodo rosa si esaurisce. Con Les Demoiselles d'Avignon, 1907, la sua pittura comincia ad assumere tratti geometrici, a impiegare modelli che si ispirano alla scultura negra (periodo africano), ed a quella di Cézanne (Le grandi bagnanti), nel rapporto tra forma e spazio. La frammentazione della forma viene portata da Picasso all'estremo.

Dal 1909, inizia il sodalizio con Braque, in quella che Vauxcelles definirà: la Fondazione del Cubismo. Durante questo periodo, Picasso produce opere in cui la scomposizione dei piani è sempre più accentuata, diviene l'esponente più attivo del Cubismo. Braque lavora soprattutto su temi di paesaggio e natura morta, Picasso in prevalenza sulla figura umana. Tra il 1912 e il 1913, nelle composizioni vengono spesso inseriti ritagli di carta, (carta da parati e di giornale); questo rappresenta un successivo sviluppo del cubismo (Cubismo sintetico).  Dopo una lunga relazione sentimentale con Fernande Olivier, la quale appare ritratta in molti dei quadri del "periodo rosa", Picasso si innamora di Marcelle Humbert (Eva), dedicandole dichiarazioni d'amore in alcuni quadri del periodo cubista.
Nel 1915, quasi in concomitanza con l'inizio della Grande Guerra, Picasso riprende forme naturalistiche. Essendo spagnolo residente in Francia, non fu obbligato a partire per il fronte. Per qualche anno continua a dipingere in chiave cubista bellissime tele. Nel 1917, è a Roma, per dipingere le scene ed i costumi di Farade di Erik Satie, messo in scena da Diaghilev; qui si appassiona per l'arte greco-latina ed inizia quella serie di dipinti detti del periodo "pompeiano" o "neoclassico" o "période antique", realizzando numerose versioni delle Maternità, donne nude sedute, donne sulla spiaggia.

Il 18 giugno 1918, in una chiesa russo-ortodossa di Parigi, Picasso, in presenza di Jean Cocteau e Max Jacob quali testimoni, sposa Olga Khokhlova. Olga era nata in quella Russia che è oggi l'Ucraina, nel giugno 1891, ed era diventata ballerina di Sergei Diaghilev, consigliere artistico dei teatri Imperiali di Pietroburgo.
Nel 1919, Picasso disegnò i costumi e lo scenario di La Tricorne per desiderio di Diaghilev; il balletto fu un grande successo all'Opéra National de Paris. La posizione di Olga, spesso invitata alle feste e agli eventi sociali, le permise di introdurre Picasso nell'alta società.

Il dipinto a olio del 1923, cm. 100 x 81, Paulo su un asino, che rappresenta il figlio ripreso nei giardini pubblici, è indubbiamente l'esempio più significativo di pittura di Picasso eseguita da una foto. Lo scatto al bromuro d'argento di cm. 10,5 x 16,5 viene reinterpretato dall'artista sia nelle proporzioni del soggetto, sia nell'assegnazione cromatica delle sue parti: scompare la staccionata di protezione, viene introdotto un cielo azzurro, il prato erboso è verde pastello, nell'animale viene evidenziato il pelo a punta di pennello, il bambino ha le guance rosee e il suo vestito è candido, il terreno è di un marrone chiaro uniforme.

 

 

(Fine parte prima)

 

 

 

Michele Catania
 



 

 

Bibliografia:


G. Dorfles, A. Vettese Il Novecento. Protagonisti e movimenti. Atlas, Milano 2006


F. Galluzzi, Pablo Picasso. Giunti, Firenze 2002

 

Anne Baldassari, Picasso e la Fotografia - Lo specchio nero. Alinari 1998


G.G. Lemaire, Picasso Dossier Art n.19. Giunti, Firenze 1987

 

Gertrude Stein, Picasso. Adelphi 1973
 

C. Brandi, voce Picasso In Enciclopedia Universale dell'Arte, vol. X, Venezia-Roma, 1963

 

 

 

 

Sitografia:

 

Picasso e Dora Maar: dialogo tra pittura e fotografia